Pare che D’Alema faccia il matto e la legge elettorale resti poi quella

Sarà vero? Non sarà vero? Tutti dicono che si farà, che non ci sono alternative, perché Giorgio Napolitano ci ha messo la faccia. Dopodiché sulla legge elettorale si ricomincia da zero. Tant’è vero che nei corridoi di Palazzo Madama si sente già parlare di provincellum… corretto, ovviamente, non si sa mai… Ma dietro alle chiacchiere c’è chi scommette ancora che alla fine della festa la nuova legge elettorale non si farà.
4 SET 12
Ultimo aggiornamento: 11:55 | 10 AGO 20
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Sarà vero? Non sarà vero? Tutti dicono che si farà, che non ci sono alternative, perché Giorgio Napolitano ci ha messo la faccia. Dopodiché sulla legge elettorale si ricomincia da zero. Tant’è vero che nei corridoi di Palazzo Madama si sente già parlare di provincellum… corretto, ovviamente, non si sa mai…

Ma dietro alle chiacchiere c’è chi scommette ancora che alla fine della festa la nuova legge elettorale non si farà.

Matteo Renzi è gasatissimo. Anche troppo. Non a caso alcuni amministratori locali del Pd stanno meditando di abbandonarlo. Il sindaco di Firenze infatti non li ascolta più e monitora solo i sondaggi. Gli danno il 25 e non il 30 come sperava, e questo è un bel problema per il sindaco di Firenze che dava per scontato un effetto onda d’urto dopo la sua candidatura. Ed è ovviamente il motivo per cui chi si voleva spostare da un carro all’altro ora è assai più accorto. Anche i veltroniani che si sbracciano per Renzi in realtà stanno semplicemente cercando di contrattare con Bersani.

Pier Luigi Bersani dice di essere ben felice dell’arrivo di Matteo Renzi alle primarie. E non mente. Infatti tutti i suoi collaboratori, tranne quelli storici, stanno cercando posto altrove, cioè da Renzi.
Raccontano che Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema siano ai ferri corti, dicono che l’ex ministro degli Esteri vorrebbe un Partito democratico a sua immagine e somiglianza. Un Pd, cioè, che gli consenta di tener fermo il patto (già scritto e siglato) sottoscritto per le prossime elezioni politiche con Pier Ferdinando Casini. E ora che quel patto si è rotto perché mezzo partito non lo vuole e, soprattutto, Prodi lo ripudia, dicono che D’Alema stia facendo il matto.